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Parole e proprietà

Una parola scritta è una proprietà, un solo punto del sistema. Il suo significato non sta nella parola: lo dà il circuito, cioè le altre proprietà con cui è aggregata.

Una parola, un nodo

Ogni forma scritta è una proprietà a sé. «Gialla», «giallo» e «gialle» sono tre proprietà diverse. Che siano collegate lo dice una teoria grammaticale:

"gialle è il plurale di gialla"
"gialla è il femminile di giallo"
"erano è il passato di sono"

Queste teorie si inseriscono e si valutano come tutte le altre. L'analizzatore grammaticale del backend le produce da solo quando incontra una forma nuova, e le marca con la loro provenienza.

Più significati

«Piano» può essere uno strumento musicale, un livello, un progetto, un modo di fare. Finché nessuno lo dichiara, tutti gli usi stanno sullo stesso nodo: il contesto li distingue di fatto, perché ogni teoria seleziona proprietà diverse.

Per separarli serve una teoria di distinzione: «il piano come strumento non è il piano come livello». Da quel momento esistono due proprietà distinte, ciascuna con il proprio circuito.

Lo stesso vale per i termini che cambiano significato da una teoria scientifica all'altra, come «lunghezza» nella meccanica classica e nella relatività.

Sinonimi

Due parole diverse diventano la stessa proprietà solo quando una teoria di identità lo dichiara: «contemporaneamente significa nello stesso momento». Non c'è un elenco di sinonimi separato dal sistema.

Parole che non affermano nulla sul mondo

Articoli, dimostrativi e possessivi dicono come chi parla indica il concetto. Quali categorie siano di questo tipo non è scritto nel codice: lo dice la teoria grammaticale di partenza.

Il sistema parte con una teoria grammaticale già caricata, mostrata come «teoria di partenza». Non è V: il sistema la usa per mappare e calcolare finché nessuno la dimostra falsa. Per le categorie che essa indica come dichiarative, l'aggregazione vale V nel momento in cui viene dichiarata. Se la teoria di partenza viene confutata, tutto ciò che ne dipendeva si ricalcola.

È l'unica teoria di partenza. Non ce ne sono di logiche né di ontologiche.

Dalla frase alle aggregazioni

PassoChe cosa avviene
1. ProposizioniLa frase viene divisa in proposizioni atomiche. Gli operatori che le legano (e, o, se… allora) si conservano
2. ConcettoIn ogni proposizione si individua il concetto di cui si parla, anche quando è sottinteso o ereditato dalla proposizione precedente
3. AggregazioniOgni altra parola diventa una proprietà aggregata al concetto o a un'altra proprietà: l'avverbio all'aggettivo o al verbo che modifica, il complemento alla preposizione che lo introduce
4. Negazione«Non» non è una proprietà: indica che l'aggregazione che segue è sostenuta come F
5. Verbo essereAl presente esprime l'aggregazione stessa e non genera una proprietà. Negli altri tempi la forma («era», «sarà») è una proprietà, collegata a «è» da una teoria grammaticale

Le regole di dettaglio sono definite dalle frasi di prova: una regola esiste quando c'è una frase che la richiede e il risultato atteso accanto.

Aggiornato il 9 ottobre 2026.