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Documentazione · 5 di 10

Registro delle decisioni

Ottantasei decisioni, l'ultima il 12 ottobre 2026. Una decisione si cambia aggiungendo una voce nuova che dice quale sostituisce, non modificando la vecchia.

Decisioni prese

N.TemaDecisione
1Verso dell'aggregazioneConcetto ▷ proprietà: a sinistra il concetto, a destra le proprietà che lo formano; la più generica a destra.
2Unità del valoreIl valore sta sull'aggregazione elementare, cioè sulla coppia «concetto ▷ una proprietà». La proposizione è la congiunzione delle sue aggregazioni («forma esplosa»).
3Quattro valoriV, F, C (congetturale), N (non apofantico). N porta sempre un motivo: malformata, incompleta, non accessibile, dipende da congettura.
4Nascita e congettureOgni teoria nasce C. Una teoria che contiene almeno una parte C vale N · dipende da congettura.
5EsplorazioneSi può assumere una congettura vera o falsa per vedere che cosa ne segue. Il risultato non viene salvato.
6Solo dimostrazioneV e F si ottengono solo per dimostrazione logica e ontologica. Nessuno assegna un valore a mano. Una teoria è vera quando le alternative sono dimostrate false.
7AlternativeIl sistema le propone, l'utente le conferma con una teoria di alternative. Una nuova alternativa riporta il V a C.
8Frasi negativeStessa aggregazione della frase affermativa, sostenuta come F.
9Motore logicoIl calcolo si fa con ONTO. Il programma «logica-ontologica» resta solo come confronto storico.
10Identità delle proprietàUna parola scritta è un nodo. Il significato lo dà il circuito. Forme flesse, polisemie e sinonimi si collegano o si distinguono solo con teorie.
11Nessun assiomaVale solo l'ontologia di fondo: aggregazione, dichiarazione, principi ontologici. Anche la grammatica è una teoria. La provenienza di una teoria non conta.
12Risposta a una richiestaElenco delle teorie con il loro valore, più il circuito con gli incroci. Mai testo generato.
13Perimetro della prima versioneNucleo locale completo per una persona. Fuori: account, rete, TheoryChain, TheoryCoin, livello dei dataset, PHS.
14Controlli automaticiPropagazione lungo la genericità e contraddizione tra teorie. Semata e fallacie restano fuori dalla prima versione.
15EvidenzaSolo altre teorie già nel sistema. Le misure arriveranno con il livello dei dataset.
16ComponentiONTO come servizio locale; backend Python solo per il linguaggio; app Flutter su desktop Linux.
17CorrezioneCorrettore ortografico locale. Nessun servizio esterno; il testo cambia solo con la conferma dell'utente.
18Casa della documentazioneQuesta sezione del sito. Canale, note e articoli rimandano qui per tutto ciò che definisce o decide.
19LicenzeAGPL-3.0 per il codice, CC BY-SA 4.0 per i testi.
20Nome«TheoryFlow» è solo la piattaforma.
21Teoria grammaticale di partenzaLa grammatica caricata con il sistema vale finché non è confutata. Non è V. È l'unica teoria di partenza.
22Congetture in conflittoUna congettura non dimostra nulla. Due congetture in contraddizione restano congetture; il sistema evidenzia la contraddizione.
23Vincoli logiciNon esiste una relazione di incompatibilità già pronta. Una contraddizione si vede solo se una teoria vincola le proprietà con un operatore logico. Il vincolo si scrive come frase e il sistema mostra la formula da confermare.
24Origine di FUn F nasce dall'accordo sugli scenari: la teoria è falsa sia assumendo una congettura vera sia assumendola falsa. La contraddizione interna ne è il caso più semplice. Nessuna teoria ontologica di partenza.
25Propagazione dei valoriSi propaga solo da teorie dimostrate. Se il legame di genericità è ancora congettura, il valore non passa; il sistema mostra che cosa seguirebbe se fosse dimostrato.
26Articoli con punti in revisioneIl testo resta intatto. In testa compare una nota con l'elenco dei punti e il rimando a questa documentazione, approvata dall'autore prima della pubblicazione.
27Articoli corretti nel testoSostituisce in parte la 26. Gli articoli del 2023 superati ricevono una nota in testa (7, 10, 13, 14, 15, 21) e gli articoli 22–31 la tabella dei rimandi. Gli errori degli articoli 20, 25, 26, 27 e i teoremi degli articoli 29–31 sono corretti direttamente nel testo.
28Dataset e veritàPer via statistica diventa V o F solo il fatto statistico: il risultato di un dataset analizzato con un piano registrato prima, che ogni nodo può ricalcolare. La teoria sul mondo resta C e riceve il fatto come motivo, «sostenuta da D» o «contraddetta da D», e non si propaga come dimostrata. Chiude il punto aperto A6.
29SeveritàUn solo livello per tutto il sistema: 0,001, cioè intervalli al 99,9%. «Sostenuta» richiede almeno due dataset indipendenti: nessuna unità in comune, raccolti da persone o nodi diversi, ciascuno con il proprio piano. Con un solo dataset il motivo è «sostenuta da D1, in attesa di replica».
30Connettivi«E», «sia… sia» danno ^. «Ma», «benché» danno ^ più una teoria implicita C con l'aspettativa contraria. «Quindi» e «perché» causale affermano le due parti e il legame; «se» solo il legame. «Quando», «dopo che», «prima che» indicano il tempo in cui avviene il fatto, il cui senso lo danno le teorie sul tempo. «O» dà sempre v; l'esclusione è un vincolo a parte. «Affinché» afferma il fatto più una teoria implicita C con il legame. «Né… né» segue la decisione 8. Chiude il punto aperto A2.
31Complementi e frasi con «che»Il complemento oggetto si aggrega al verbo: «Marco mangia la mela» dà Marco ▷ mangia · mangia ▷ mela. Una frase introdotta da «che» dopo un verbo (dice, crede, sa, spera) entra come teoria citata: attribuita al soggetto, mai affermata da chi scrive, qualunque sia il verbo. La frase principale è vera se il soggetto dice o crede davvero quella cosa; il sistema può confrontare la teoria citata con le altre.
32Frasi relativeUna relativa senza virgole indica di quale cosa si parla: crea un concetto più specifico («cane che abbaia») e il resto della frase si aggrega a quel concetto, non a quello generale. Una relativa tra virgole aggiunge un'informazione allo stesso concetto.
33Congetture e NSostituisce in parte la 3 e la 4. Una teoria con almeno una parte C resta C, con l'elenco delle parti che mancano; vale N solo se si dimostra che non si può sapere (malformata, incompleta, non accessibile). «Dipende da congettura» non è più un motivo di N. L'accordo sugli scenari (decisione 24) può comunque dare V o F.
34Congetture in ONTOLo stato C vive in TheoryFlow: in ONTO non si scrive alcun valore di verità finché un'indagine non dà V, F o N. Lo stato e il motivo sono campi di testo, le dipendenze relazioni, ogni valutazione un elemento con data e modo. ONTO calcola solo sulle parti con un valore. Chiude il punto aperto A4.
35Dataset in ONTOOgni dataset è una tabella di ONTO con colonne tipizzate, che dopo l'inserimento non si modifica. Scheda di provenienza, piano di prova e fatto statistico sono elementi di ONTO, collegati tra loro e alla tabella con relazioni, come nella decisione 34. Chi rifà il calcolo legge la stessa tabella. Chiude il punto aperto A7.
36MaiuscoleUna proprietà si salva in minuscolo: «Mele» e «mele», «Roma» e «roma», «Rosa» (il nome) e «rosa» (il fiore) sono lo stesso nodo. Il testo della teoria resta com'è scritto. Distinguere un nome proprio da un nome comune, o due significati della stessa parola, è compito di una teoria, come nella decisione 10, che questa precisa.
37Analisi della fraseIl backend divide e mappa le frasi con il POS tagging e l'analisi delle dipendenze di spaCy, modello italiano grande (it_core_news_lg): per ogni parola la categoria e la parola da cui dipende. Dove il modello sbaglia, la correzione si aggiunge alla teoria grammaticale di partenza insieme alla frase di prova che la richiede.
38Verbi impersonaliUn verbo senza soggetto di cui si parla («piove», «nevica», «bisogna») si aggrega a un concetto nuovo, proprio della teoria: «Piove» dà momento di T ▷ piove, dove T sono le prime cifre dell'impronta della teoria. Come nella decisione 32, il concetto nuovo evita incroci con altre teorie che non parlano dello stesso momento; che cosa sia quel momento lo dicono le teorie sul tempo (decisione 30).
39Altre lingueOgni teoria registra la sua lingua. La prima versione abilita solo l'italiano, ma il backend separa le regole universali (soggetto come concetto, aggettivo al nome, complemento al verbo, relative) dalla teoria grammaticale di ciascuna lingua, che contiene le parole e le forme proprie della lingua. Il modello di spaCy vale solo per il POS tagging e le dipendenze. Una lingua si abilita solo con: un modello con licenza che permetta l'uso commerciale, la sua teoria grammaticale, le sue frasi di prova e una revisione delle decisioni sull'aggregazione per la sua struttura (per esempio i casi al posto delle preposizioni, le parole composte, le lingue agglutinanti rispetto alla decisione 10). Parole di lingue diverse sono nodi diversi, collegati solo da teorie, come i sinonimi.
40Modello di TheoryFlowSostituisce nella 37 la scelta del modello. Le versioni community e business usano lo stesso modello, quindi solo un modello addestrato su dati che permettono l'uso commerciale: i modelli italiani già pronti (spaCy, Stanza, UDPipe) sono addestrati su corpus non commerciali e restano fuori. Il backend usa il modello italiano di TheoryFlow, addestrato su sei corpus di Universal Dependencies (MarkIT, PUD, ParlaMint, TWITTIRO, Valico, Old) e sui vettori fastText, con uno script che lo ricostruisce identico. Su testi nuovi vale quanto il modello grande di spaCy (89,8% delle categorie e 74,3% dei legami giusti sul test di MarkIT, contro 88,7% e 71,8%). Gli errori noti si correggono con riparazioni dichiarate, ognuna con la sua frase di prova.
41Parole nuoveUna parola che il modello non ha mai visto (senza vettore) ha una lettura incerta. Prima di salvare, chi inserisce la teoria ne conferma o ne corregge la categoria e la forma base; fino ad allora la teoria non entra, e le teorie grammaticali su quella parola non si generano. Il significato di una parola nuova, come di ogni parola, lo danno le teorie che la usano (decisione 10).
42Forme flesse nel calcoloPrecisa la 10. Nel calcolo dei valori e delle contraddizioni, le forme di una proprietà collegate da teorie grammaticali di plurale o femminile («calda è il femminile di caldo») valgono come la stessa proprietà: il vincolo «una cosa non è calda e fredda insieme» vale anche per «il caffè è caldo e freddo». Vale per le proprietà, non per i concetti («la mela» e «le mele» restano distinti), e non per i tempi del verbo. Se la teoria grammaticale è confutata, il collegamento cade. I risultati mostrano la parola come è scritta.
43Punti e incroci del circuitoSostituita dalla 52. Precisa le voci «circuito» e «incrocio» del glossario. Un punto del circuito è una parola; un tratto è un'aggregazione, dal concetto alla proprietà; un incrocio è un punto per cui passano almeno due teorie. Come nel calcolo (decisione 42), una proprietà sta sul punto della sua forma base («gialle» e «gialla» su «giallo»), un concetto no; il punto si mostra con le parole come sono scritte. Le aggregazioni dichiarative (gli articoli) si disegnano solo a richiesta e non fanno incrocio: valgono V dalla nascita e le condividono quasi tutte le teorie. Un'aggregazione sostenuta F è un tratto tratteggiato, sullo stesso percorso di quella sostenuta V: tesi e antitesi stanno sullo stesso punto del circuito. Il circuito lo compone il backend; l'app sceglie solo dove mettere i punti sullo schermo.
44Riconoscimento della richiestaUna frase è una richiesta se lo dicono le regole della teoria grammaticale della lingua: finisce con il punto di domanda, comincia con una parola interrogativa («che», «chi», «come», «dove», «quando», «quale», «quanto», «perché») o con una forma di richiesta («dimmi», «mostrami», «cerca», «vorrei sapere»). Se nessuna regola decide, decide un classificatore statistico addestrato sulle frasi dei sei corpus del modello (decisione 40) e su esempi di richieste. La risposta dice chi ha deciso: la regola, o il classificatore con la sua fiducia. L'app lo mostra e l'utente può cambiare la scelta prima di procedere.
45Correttore ortograficoPrecisa la 17. Una parola è sospetta se non è nel vocabolario del modello (le 200 000 parole più frequenti dei vettori fastText, decisione 40) oppure, quando sul sistema è installato un dizionario Hunspell della lingua, se il dizionario non la riconosce. Per una parola sospetta il correttore propone le parole del vocabolario a una o due lettere di distanza, prima le più frequenti, e tra queste quelle che il dizionario riconosce. TheoryFlow non distribuisce il dizionario Hunspell, che è sotto licenza GPL-3: lo usa se lo trova. Il testo cambia solo se l'utente sceglie una proposta; altrimenti la parola resta e, se è nuova, va confermata (decisione 41).
46Ricerca per proprietàPrecisa la 12. Della richiesta contano le parole piene (nomi, aggettivi, verbi, numeri), senza le parole che formano la domanda («che cosa», «dimmi», «teorie»). Ogni parola si cerca tra i punti del circuito, le proprietà anche nella forma base (decisioni 42 e 43). Sono pertinenti le teorie che passano per almeno uno di quei punti, prima quelle che ne toccano di più. La risposta è l'elenco di quelle teorie con il loro valore e il loro circuito, con i punti cercati in evidenza; se non ce n'è nessuna, l'elenco vuoto con le parole cercate (R2).
47PrevisioneLa previsione è una scheda collegata a una teoria: unità, popolazione, parametro, verso con la soglia e zona di rilevanza. Il sistema la propone da ciò che legge nella mappatura (il concetto come unità, la proprietà come parametro, «più della metà» come verso e soglia); l'utente la completa e la conferma. Se manca l'unità, la popolazione, il parametro o la zona di rilevanza, la previsione è N · non apofantica e non le si può collegare un piano. Una previsione confermata non si modifica: una popolazione o una zona diversa fanno un'altra previsione.
48Prima procedura: la proporzioneIl primo percorso completo, dalla teoria al motivo, usa una proporzione: la quota delle unità che hanno una proprietà, da una colonna sì/no. L'intervallo al 99,9% è quello esatto (Clopper-Pearson), calcolato con aritmetica decimale a 60 cifre, che non dipende dal processore: ogni nodo ottiene le stesse cifre. Il sistema calcola anche gli intervalli di Wilson e normale (multiverso ristretto); se uno porta a un esito diverso da quello esatto, il fatto è «inconcludente · dipende dal metodo». Per una previsione «maggiore di»: intervallo tutto sopra la zona, effetto rilevante presente; intervallo tutto sotto il limite alto della zona, contraddetta; altrimenti inconcludente. Per «minore di» allo stesso modo, dall'altra parte.
49QuantitàPrecisa la 32. Una quantità che sceglie una parte di un insieme («più della metà dei pazienti», «più del 2% dei chip», «meno della metà dei pazienti») crea un concetto nuovo K, la parte: K ▷ pazienti · K ▷ più della metà. La frase afferma qualcosa di K, non dell'insieme: «il farmaco guarisce più della metà dei pazienti» dà guarisce ▷ K, e dire che Mario è un paziente non porta a dire che il farmaco guarisce Mario. Le espressioni di quantità e la loro traduzione in verso e soglia (più della metà: maggiore di 0,5) stanno nella teoria grammaticale della lingua; da esse il sistema propone la previsione (decisione 47).
50Dataset e scheda di provenienzaPrecisa la 35. Un dataset si carica per un piano registrato, come file CSV in UTF-8 con una riga di intestazione: una riga per unità, una colonna per variabile, la cella vuota per il dato mancante. Insieme al file si dicono la colonna che identifica le unità e chi ha raccolto i dati, e si compila la scheda di provenienza: è completa quando ognuna delle sue dodici voci ha una risposta, e «non applicabile» vale solo con il motivo. Senza scheda completa il dataset non è una prova e non entra. All'ingresso il sistema controlla: intestazioni uniche, lo stesso numero di campi in ogni riga, una riga per unità, la colonna dell'esito presente e con i soli valori che il piano dice «sì» e «no» (il piano dichiara entrambi) o vuoti. Se un controllo fallisce non si salva nulla e la risposta elenca ogni problema. Il dataset accolto diventa una tabella di ONTO con colonne tipizzate: gli interi come interi; i decimali come testo, perché il tipo numerico di ONTO è in virgola mobile e non restituirebbe le cifre del file; il tipo di ogni colonna e il suo nome nel file stanno nella descrizione del dataset, e in ONTO le colonne hanno nomi neutri. Il dataset porta l'impronta SHA-256 del file, il numero di righe raccolte e di righe usate; chi rifà il calcolo verifica che la tabella corrisponda all'impronta.
51Teorie già presenti e storico degli inserimentiDue teorie si confrontano sulle forme esplose delle parti affermate, non sui testi: maiuscole, punteggiatura, articoli e ordine non contano. Prima di salvare, il sistema divide la frase nelle sue parti affermate (le congiunte di primo livello) e cerca ognuna tra quelle delle teorie esistenti. Se tutte ci sono già, non si salva nulla e l'anteprima porta alle teorie che le contengono. Se alcune ci sono e altre no, si salva solo la parte nuova: il sistema ne ricompone il testo con le sole parole dell'utente (soggetto e verbo della parte nota più le parole nuove, «La mela è» + «piccola») e l'utente può riscriverlo prima di salvare. Ogni inserimento, anche quando non salva nulla, entra nello storico degli inserimenti con la data, il testo scritto e l'esito: teoria nuova, parte nuova, già presente.
52Circuito a semivettoriSostituisce la 43, che disegnava un grafo. Ogni proprietà è un semivettore: una semiretta che parte da un'origine con il suo nome e passa per i concetti di cui è proprietà. L'origine di una proprietà è il punto dove arrivano i semivettori delle sue proprietà: «malattie» arriva a «cura», e da lì il semivettore di «cura» prosegue verso «omeopatia». Una proprietà è un solo semivettore in tutto il circuito: «rossa» della mela e «rossa» dell'auto sono la stessa semiretta; se non può passare in linea retta per tutti i suoi concetti, si piega. Un incrocio è il punto in cui due o più semivettori si incontrano. Il punto d'incontro non diventa un concetto nuovo («mela-rossa»): finché non nasce un neologismo resta «rossa», proprietà della mela. La logica non si disegna: è una selezione sui semivettori, che dice quali valgono in ogni scenario. Il colore di un semivettore è il valore della sua aggregazione; tratteggiato se sostenuta F. Come nella 42, le proprietà stanno sulla loro forma base. Gli articoli si disegnano solo a richiesta.
53Il percorso della teoriaL'app mostra la gerarchia del lavoro. In alto una sola riga per scrivere una teoria o una domanda; sotto, le teorie. Ogni teoria ha un percorso a quattro tappe sempre visibile: che cosa dice (forma esplosa e circuito), valore (motivo, storia, esplorazione), rapporti (teorie che contiene o che la contengono, contraddizioni, alternative), prove (previsione, piano, dataset, fatto statistico). Le tappe compiute sono piene; la prossima è evidenziata con l'azione da fare. Le schede globali sono tre: Teorie, Circuito, Conflitti (contraddizioni e alternative insieme). Alla prima apertura una guida spiega i valori V, F, C, N e il percorso.
54Fatto statistico e motivo sulla teoriaPrecisa la 48 e la 29. Il calcolo parte da solo quando un dataset entra, e si può rifare: chi lo rifà verifica prima che le righe in ONTO corrispondano all'impronta dei dati registrata al caricamento (le righe in forma canonica, oltre all'impronta del file). Il fatto statistico contiene: unità con «sì» e unità usate, i tre intervalli al 99,9% (esatto, Wilson, normale) con l'esito di ciascuno rispetto alla zona di rilevanza, e, come informazione, la coda esatta e l'approssimazione normale alla soglia. Il fatto è un calcolo deterministico: dimostrato, vale V (decisione 28). I dataset di una teoria si chiamano D1, D2… nell'ordine di caricamento. La teoria resta C e riceve il motivo: «sostenuta da D1, in attesa di replica»; «sostenuta da D1 e D2» quando almeno due dataset che la sostengono sono indipendenti (raccolti da persone diverse, nessuna unità in comune, ciascuno con il proprio piano); «contraddetta da D1»; nessun motivo se l'esito è inconcludente. Se un dataset la sostiene e un altro la contraddice, il motivo è «contesa: sostenuta da D1, contraddetta da D2».
55Calcolo mistoPrecisa la 48. Tutto ciò che ha una formula chiusa o un calcolo esatto (t, F e χ² con le loro code e i loro quantili, Fisher, test dei segni, Yates, Welch, Greenhouse-Geisser, metodi robusti) si calcola in aritmetica decimale, con le stesse cifre su ogni nodo. Solo ciò che è iterativo, cioè i modelli multilivello, usa una libreria con licenza BSD a versione fissata; lì il confronto tra nodi usa una tolleranza dichiarata. Aggiornata dalla 59: provata su High School and Beyond, la libreria dava errori standard diversi a seconda dei valori di partenza, dichiarando ogni volta di aver finito; anche il modello multilivello si calcola quindi in decimale, e nessun calcolo è esterno.
56Due gruppi, dati appaiati, tabelle 2×2Oltre alla quota (decisione 48) una previsione può riguardare: la differenza tra le medie di due gruppi, la media delle differenze appaiate (dopo meno prima), la differenza tra le quote di due gruppi. Il piano dice le colonne: del gruppo con i suoi due valori e della misura; del prima e del dopo; del gruppo e dell'esito sì/no. Le procedure e il loro multiverso: due gruppi, Student e Welch; dati appaiati, t appaiato e test dei segni (che non suppone la normalità); 2×2, intervallo di Wald e intervallo di Newcombe per la differenza delle quote, con Pearson, Yates e Fisher esatto come informazione. Il risultato si legge sempre sull'intervallo al 99,9% rispetto alla zona di rilevanza, come per la quota.
57Controlli del calcoloApplicabilità, con le soglie dei libri: in una 2×2 le frequenze attese devono essere almeno 5, altrimenti Pearson, Yates e Wald non si applicano; tra due gruppi, se il rapporto tra le varianze supera 4, Student non si applica. Un metodo che non si applica esce dal multiverso, con il motivo; le ipotesi non si decidono mai con il p di un test preliminare. Fragilità: il calcolo si rifà togliendo un'unità alla volta; se l'esito cambia, il motivo sulla teoria dice «fragile». Precisione attesa: registrando il piano, il sistema calcola la semiampiezza dell'intervallo al 99,9% con le unità previste (nel caso peggiore per le quote, con la deviazione standard prevista per le medie) e avvisa se non potrà mai stare dentro la zona di rilevanza. Confronti multipli: se lo stesso file è analizzato da k piani, ogni calcolo usa il livello 0,001/k.
58Più gruppi, prove ripetute, classiCon più di due gruppi una previsione resta il confronto tra due gruppi, dichiarato prima dei dati (contrasto pianificato); il piano dichiara anche tutti i gruppi del file. Più confronti sullo stesso file sono più previsioni, ognuna con il suo piano, e dividono il livello (decisione 57). Metodi per le medie: il contrasto con la varianza comune a tutti i gruppi dichiarati (con due gruppi è Student, e non si applica se il rapporto tra le varianze supera 4), Welch, Yuen sulle medie troncate al 20%; l'F dell'ANOVA e quello di Welch sono informazione. Prove ripetute: il confronto tra due condizioni misurate sulle stesse unità; il piano dichiara tutte le condizioni. Metodi: t appaiato, test dei segni e il contrasto con l'errore comune dell'ANOVA a misure ripetute, che non si applica se l'ε di Greenhouse-Geisser è sotto 0,75; l'F con le correzioni di Greenhouse-Geisser e di Huynh-Feldt è informazione. Classi: in una quota il «sì» può essere un insieme di valori (i sei mesi dopo il compleanno); il piano dichiara tutte le classi con le proporzioni attese, e il χ² di adattamento su quelle classi è informazione. Classi scelte dopo aver visto i dati sono un altro piano sullo stesso file, e dividono il livello.
59Unità raggruppateIl piano può dichiarare la colonna del raggruppamento (gli studenti dentro le scuole, i pazienti dentro le cliniche). Allora nel multiverso entrano il modello multilivello, con un'intercetta casuale per raggruppamento stimata con REML, e il confronto delle medie dei raggruppamenti, che fa anche da controllo indipendente: con Welch se ogni raggruppamento sta in un solo gruppo, con il t appaiato sulle differenze se ogni raggruppamento ha entrambi i gruppi. Student, Welch e Yuen sulle unità escono dal multiverso con il motivo «unità raggruppate, non indipendenti» e restano come informazione. I gradi di libertà del modello sono quelli «tra ed entro»: il numero dei raggruppamenti meno 2 se il gruppo è lo stesso in tutto il raggruppamento, altrimenti le unità meno i raggruppamenti meno 1. Il modello si calcola in aritmetica decimale come tutto il resto (la decisione 55 cambia): la stima REML si riduce a cercare il massimo su un solo numero, il rapporto tra la varianza tra raggruppamenti e quella entro, prima su una griglia ampia e poi affinando; ogni nodo ottiene le stesse cifre, senza tolleranza e senza dipendere da dove parte la ricerca. Una varianza tra raggruppamenti stimata a zero è un risultato, non un errore, e si segnala. Pendenze casuali e modelli più complessi restano fuori finché una prova non li richiede. Con un raggruppamento la fragilità (decisione 57) toglie un raggruppamento alla volta, perché l'unità indipendente è quella. Per ora il raggruppamento vale per le differenze di medie; per le quote servirebbe un modello logistico. Nelle prove ripetute le unità sono già i raggruppamenti: il modello multilivello con l'intercetta casuale per unità presuppone la stessa simmetria del contrasto con l'errore comune, quindi il suo test del rapporto di verosimiglianza, stimato con la massima verosimiglianza, è informazione.
60Alternative sullo stesso datasetPrecisa la regola del livello dei dataset. Un dataset sostiene una teoria solo se ogni sua alternativa confermata (decisione 7) è contraddetta sugli stessi dati: un fatto su un dataset con la stessa impronta del file, dalla previsione e dal piano dell'alternativa, con esito contrario a essa. Altrimenti il motivo è «compatibile con D1, come l'alternativa «A»», con «non ancora provata su D1» se l'alternativa non ha un fatto su quei dati. Il calcolo dell'alternativa sullo stesso file conta nei confronti multipli (decisione 57). Il prossimo passo è mettere alla prova l'alternativa su D1.
61Spiegazioni rivali aggiunte dal sistemaIl sistema aggiunge le spiegazioni rivali che il disegno non esclude: placebo e cambiamenti nel tempo quando il confronto è solo prima e dopo; confondenti quando il dato è osservazionale (l'assegnazione nella scheda è «non applicabile»); regressione verso la media quando le unità sono entrate per un valore estremo; selezione all'ingresso quando il dataset registra solo chi ha superato una soglia; livello del dato quando ogni riga è un aggregato. Le ultime tre vengono da tre domande sì o no che il caricamento chiede insieme alla scheda (decisione 50). Gli stessi dati non le possono escludere: il motivo resta, ma nomina le ipotesi da cui dipende, «sostenuta da D1, se si escludono: confondenti». Con più dataset restano solo le rivali che nessuno di essi esclude. Il prossimo passo è un dataset con un disegno che le escluda.
62Secondo nodoPrecisa la 28. Appena calcolato il fatto statistico è C · in attesa di verifica; diventa V quando un altro nodo, ricevuto il pacchetto (previsione, piano, righe del dataset con la loro impronta, numero delle analisi sullo stesso file), rifà il calcolo con il proprio codice e ottiene le stesse cifre, in ogni intervallo, esito, informazione, livello e fragilità. Il calcolo è tutto decimale, quindi non c'è tolleranza: le cifre sono uguali o no. Se differiscono il fatto è N · calcolo non riproducibile, e il suo motivo sulla teoria non vale. Un fatto C dà già il motivo, segnato «da verificare». Un nodo non verifica i propri calcoli; ogni verifica resta registrata, con il nodo e la data. Un nuovo calcolo dello stesso dataset è un nuovo fatto, da verificare di nuovo.
63SemataIl primo procedimento per i semata (articoli 20 e 21). Si controlla la forma esplosa di ogni proposizione affermata, cercando le aggregazioni che attribuiscono all'essere o al nulla una proprietà contraria a un sema, o a qualsiasi soggetto il passaggio da o verso il nulla. Ingenerabilità: l'essere nasce, è creato, comincia; qualsiasi cosa nasce, è creata, viene dal nulla. Eternità: l'essere finisce, muore, cessa; qualsiasi cosa finisce, scompare, svanisce nel nulla. Immutabilità: l'essere cambia, muta, diventa. Immobilità: l'essere si muove, si sposta. Indivisibilità: l'essere è diviso, separato, ha parti. Unicità: l'essere non è unico, esistono più esseri. Pienezza: il nulla esiste, c'è, sta nell'essere. Universo, mondo e realtà sono esistenze, non l'essere: il loro mutare e muoversi non viola nulla. Le parole di ogni sema, nelle forme che servono, stanno nel file della lingua; della proprietà si confronta l'ultima parola («ha creato» → «creato»); una parola si aggiunge solo con la frase di prova che la richiede. Una proposizione che viola un sema vale F a priori, con il motivo «viola l'ingenerabilità» e le parole che la violano; si combina con le altre proposizioni e si propaga come ogni F logico. La forma negata non riceve nulla: la verità a priori non si argomenta (articolo 20).
64Il nulla come nome e come «nessuna cosa»«Nulla» e «niente» con l'articolo sono un nome: «il nulla esiste» attribuisce l'esistenza al nulla e viola la pienezza. Senza articolo, come soggetto, vogliono dire «nessuna cosa»: «nulla nasce dal nulla» nega il nascere dal nulla e non viola alcun sema; «nulla esiste» nega che qualcosa sia, e viola la pienezza. Dopo una preposizione (dal nulla, nel nulla) sono sempre il nulla.
65Semata: separazione, creazione, distruzioneAllarga la 63 con le frasi S19–S41. Unicità: qualcosa che esiste fuori dall'essere; una sostanza, un mondo o una realtà separati; più universi o mondi che esistono. Ingenerabilità: creare in senso ontologico, cioè creare una totalità (universo, mondo, cosmo, realtà, tutto) o essere creati da un ente fuori dal mondo (Dio, dei, divinità, demiurgo); il nulla che genera; l'essere che ha un inizio. «Creare» detto d'altro è un modo di dire per «costruire»: non viola, ma il sistema avverte che in senso proprio creare è fare dal nulla. Eternità: annientare, sempre; distruggere il sostrato (materia, energia) o una totalità; l'essere che ha una fine. Distruggere una cosa particolare è distruggere la struttura che le permette di essere tale, la relazione delle sue proprietà, non la cosa: non viola, con un avviso. Pienezza: il non essere che è o esiste; il vuoto assoluto che esiste; il vuoto della fisica non viola. Indivisibilità: l'essere composto di parti. L'universo che ha un inizio o che finirà e la coscienza che scompare non violano nulla: sono esistenze.
66FallacieIl primo procedimento per le fallacie (Arp, Barbone e Bruce, Bad Arguments, 2019). Una fallacia colpisce il legame di un'inferenza, mai la conclusione: «A, quindi B» afferma A, B e il legame A ⇒ B (decisione 30), e una fallacia rende F a priori il legame, con il nome della fallacia nel motivo; A e B restano con il loro valore (il libro, capitolo 20: concludere che la conclusione è falsa perché l'argomento è fallace è a sua volta una fallacia). La teoria che afferma il legame è quindi F. Prima tappa, sette fallacie che si riconoscono dalla forma esplosa. Affermazione del conseguente: «B, quindi A» quando c'è «se A, allora B», nella stessa frase o in una teoria del sistema (non nelle implicite, che il sistema ne ricava). Se c'è anche «se B, allora A», l'inferenza è valida. Negazione dell'antecedente: «non A, quindi non B» con «se A, allora B». Modus ponens e modus tollens non si segnalano. Petizione di principio: la conclusione ripete la premessa, con la stessa quantità («questo cigno» e «tutti i cigni» non sono la stessa cosa). Appello all'autorità: la premessa dice che qualcuno dice, crede o sostiene p e la conclusione è p; in TheoryFlow l'autorità non dimostra, quindi vale anche per un esperto. Appello alla moltitudine: lo stesso quando chi parla è una moltitudine (tutti, la gente, la maggioranza, molti). Post hoc: la premessa colloca un fatto «dopo» X e la conclusione fa di X la causa. Generalizzazione indebita: la premessa parla di un caso singolo (questo, quel, un) e la conclusione di tutti quelli dello stesso concetto. Nel confronto tra teorie i «momento di …» dei verbi impersonali (decisione 38) contano come lo stesso momento. Ogni regola nasce con la frase di prova che la richiede.
67IdentitàPrecisa la 13. L'account di TheoryFlow è il wallet della TheoryChain, quello in cui arriveranno i TheoryCoin. È di una persona: la Community Edition non ammette gruppi, che restano alla Business Edition. Un'installazione ha un solo wallet: per usarlo su un altro computer lo si importa con la frase di recupero, e per cambiarlo si esce dal proprio e se ne crea o importa un altro. Il wallet è una coppia di chiavi Ed25519 creata sul computer della persona; la chiave pubblica, scritta in bech32m con il prefisso «tf» (tf1…), è l'indirizzo. Gli altri vedono l'indirizzo e, se la persona lo sceglie, un nome, che nessuno verifica: chiunque può chiamarsi Bob, e chi vuole resta anonimo (articoli 0 e 17). Non c'è un centro che dica chi è una persona, e l'identità non dà peso alle teorie (decisioni 11 e 66). La chiave privata sta in un file cifrato con la parola d'ordine (scrypt e ChaCha20-Poly1305). Alla creazione TheoryFlow mostra una volta sola 24 parole (BIP39, elenco italiano) da cui la stessa chiave si ricava su qualunque computer; persi il file e le parole, l'identità è persa, perché nessuno può restituirla. Il backend tiene la chiave sbloccata solo in memoria. Senza wallet sbloccato si legge, ma non si scrive.
68Registro firmatoTutto ciò che si scrive nell'archivio entra nel registro: teorie (con le implicite, le citate e le grammaticali), cancellazioni, alternative, previsioni, piani, dataset con la scheda, fatti statistici, verifiche e lo storico degli inserimenti. Ogni voce ha un numero, il tipo, l'indirizzo e il nome di chi scrive, il nodo, la data, l'impronta di ogni riga scritta (o tolta, per una cancellazione) e l'impronta della voce precedente; è firmata con la chiave del wallet ed entra nella stessa transazione delle righe. Le valutazioni non entrano: il sistema le ricalcola. All'avvio, e ogni volta che lo si chiede, TheoryFlow controlla la catena (numeri, impronte, firme) e confronta l'archivio con il registro: una riga cambiata, tolta o aggiunta senza voce, e una catena interrotta, sono segnalate con la voce che riguardano. L'ultima voce è scritta anche accanto al wallet, così si scopre anche una coda tolta. Il controllo segnala, non ripara né blocca. Se il wallet nasce in un archivio che ha già dei dati, la prima voce li elenca come «precedenti al wallet»: la firma attesta che c'erano, non chi li ha scritti. Con la rete il registro si replicherà tra i nodi: è la TheoryChain in locale.
69Chi verificaSostituisce la 62 nella parte sul valore dei fatti. Chiunque può rifare un calcolo, anche la stessa persona dallo stesso nodo: chi verifica non conta, perché i dati si possono simulare (articolo 28) e il calcolo è deterministico. Un fatto statistico è V già al primo calcolo, e il motivo sulla teoria non dice più «da verificare». Una verifica con cifre diverse lo rende N · calcolo non riproducibile, come prima. Ogni verifica resta nel registro, con l'indirizzo e il nodo.
70ReteLa rete di TheoryFlow viaggia su I2P (il messaggio 41 del canale escludeva IPFS per l'anonimato), con i crate di IOP come libreria: il trasporto SAM che si ferma invece di cadere in chiaro, la configurazione controllata, i limiti di frequenza, l'anti-replay, il padding e i log che nascondono gli indirizzi. Il protocollo è di TheoryFlow: messaggi propri per pubblicazioni, presenze e richieste, non la replica git di IOP. Il nodo si presenta agli altri con una chiave di nodo Ed25519 sua, generata a caso e senza legame con il wallet: chi legge soltanto appare come un nodo, non come una persona; ciò che si pubblica resta firmato dal wallet (decisione 67).
71PubblicazionePrecisa la 68. Tutto nasce locale («teorizza localmente», messaggio 12 del canale). Si pubblica teoria per teoria: la teoria con le implicite, le citate e le grammaticali che porta con sé e, a scelta, le sue prove (previsioni, piani, dataset con la scheda e le righe, fatti). Ogni pubblicazione è una voce della catena pubblica del wallet, separata dal registro locale: numerata, legata alla precedente, firmata; chi la riceve la verifica per intero senza vedere ciò che resta locale. Prima di pubblicare TheoryFlow avvisa se la teoria si appoggia a teorie non pubblicate: altrove il suo valore può essere diverso. Una teoria pubblicata resta nelle copie degli altri: si può ritrattare, non ritirare.
72Diffusione e presenzaLe firme passano da nodo a nodo da sole, finché tutti vedono tutti: ogni nodo inoltra le pubblicazioni e le presenze che riceve, così come sono, e chi le riceve ne verifica le firme; chi inoltra non può alterarle. Ogni nodo diffonde a ogni giro una presenza firmata con la chiave di nodo («sono raggiungibile a ….b32.i2p»). Un nodo c'è ora se un ping o una sua presenza è arrivata negli ultimi 10 minuti; altrimenti è «visto l'ultima volta il …». C'è stato chi ha lasciato una pubblicazione, anche da spento. Il primo contatto parte da un indirizzo incollato da chi installa; se non ce n'è, dai nodi di partenza scritti in TheoryFlow, che dopo il primo contatto non servono più.
73Pubblicazioni ricevuteUna pubblicazione ricevuta entra nello stesso archivio delle teorie locali, con il suo autore, dopo la verifica della firma e della catena pubblica dell'autore; una voce che non torna è scartata e segnalata. La provenienza non conta (decisione 11): le teorie ricevute entrano nei valori, nelle contraddizioni e nelle alternative come le altre. La stessa teoria scritta da più persone è una sola, con più autori. In rete non viaggiano valori: ogni nodo li calcola da sé; un dataset ricevuto si ricalcola, e il fatto è quello del nodo che riceve.
74RitrattazioneL'autore può ritrattare una sua teoria pubblicata con una voce della sua catena pubblica. Chi la riceve la mostra «ritrattata dall'autore il …», ma la teoria continua a contare nei valori e nei conflitti: una teoria vale per ciò che dice, non per chi la sostiene (decisione 11).
75TheoryChain: ordine causaleLa TheoryChain non ha blocchi né chi li decide: sono le catene pubbliche dei wallet che si citano a vicenda. Ogni nuova voce riporta, firmate con il resto, le voci degli altri autori arrivate al suo nodo dopo la voce precedente dello stesso autore. Una voce viene prima di un'altra se l'altra la cita, anche attraverso altre citazioni o la propria catena; se nessuna delle due ha visto l'altra sono contemporanee. La data che l'autore scrive resta una dichiarazione: l'ordine lo danno le citazioni. Per una teoria pubblicata da più autori e per due teorie in contraddizione l'app mostra chi è venuto prima. Niente PoW né PoS (messaggio 38 del canale): nessun calcolo in più e nessuno che decida.
76Doppie versioniPrecisa la 71. Se un autore firma due voci diverse con lo stesso numero, restano entrambe: si diffondono come le altre, entrano negli archivi e le loro teorie contano, con la nota «due versioni della voce n di …». La catena dell'autore diventa un albero: una voce vale se segue una qualunque voce precedente dello stesso autore. Conseguenza da affrontare con il TheoryCoin (tappa 17): una spesa firmata due volte non si annulla da sola.
77TheoryCoin: moneta e fondiIl TheoryCoin è una sola moneta, che nasce come ricompensa per il lavoro verificato: studi con dataset, repliche, conservazione e ricalcolo. In più ogni teoria ha un fondo: chi vuole che una questione sia studiata vi versa TheoryCoin, e il fondo paga chi replica quella teoria, qualunque sia l'esito; chi versa non può ritirare né scegliere chi viene pagato. Nessuno possiede una teoria (messaggio 77): il fondo finanzia lo studio, non la tesi (messaggio 48). Scelta sulle simulazioni della pagina Economia del TheoryCoin.
78Si paga il lavoro confermatoUno studio o una replica si pagano, con l'emissione e con il fondo, quando una misura successiva e indipendente sulla stessa domanda dà lo stesso risultato; fino ad allora il pagamento resta in attesa. Non conta che la teoria risulti vera o falsa, ma che due misure concordino. Chi misura onestamente ma sbaglia può non essere pagato. Nelle simulazioni le teorie inventate scendono dal 20% al 4%.
79Quanta moneta si creaFinché inventare un dataset costa poco, si coniano 250 TheoryCoin a settimana (cifra relativa ai 20.000 iniziali del modello; le cifre vere si fissano con la nascita dei primi TheoryCoin). Quando la falsificazione diventa cara (PHS), si passa alla quantità costante: la moneta spesa per usare il sistema viene distrutta e se ne conia altrettanta come ricompensa. Il passaggio non ha una data: lo stabilisce una decisione apposita quando il PHS è attivo, ed è una nuova versione del protocollo. Scelta con il criterio e le 28.080 corse della pagina Economia del TheoryCoin: prima del passaggio 86–90% di risposte giuste e 2–3% di teorie inventate a ogni livello d'uso, dopo 90–96% con il valore stabile.
80Testimoni per i TheoryCoinPrecisa la 76 per le sole voci che spostano TheoryCoin; le teorie restano come sono. Un movimento di TheoryCoin vale quando lo firmano testimoni che insieme hanno due terzi del merito; il merito sono le repliche confermate degli ultimi sei mesi, che ogni nodo calcola dai dati pubblici (i nodi validatori del messaggio 38, senza PoW né PoS). Un testimone onesto firma una sola versione per voce, quindi due versioni in conflitto non diventano mai entrambe definitive; se nessuna arriva ai due terzi, il pagamento si rifà. Chi riceve aspetta le firme, circa 100 secondi. Prima del PHS il merito costa poco (circa 4.000–8.000 € di repliche inventate per un terzo, nel modello): l'app lo dice a chi riceve un pagamento. Scelta sulle simulazioni della pagina Economia del TheoryCoin, sezione «Quale pagamento vale».
81Come paga un fondoPrecisa la 77. A ogni replica confermata (decisione 78) il fondo della teoria paga un quarto di ciò che contiene in quel momento: la regola usa solo TheoryCoin e segue da sé il valore della moneta. Ricalcolo e conservazione restano un dovere di ogni nodo e non si pagano in TheoryCoin, perché non si può distinguere chi li fa da chi li copia: l'emissione va per il 20% agli studi e per l'80% alle repliche. Il merito di chi conserva passa attraverso le repliche, che danno anche il ruolo di testimone (decisione 80). Nelle simulazioni: 90% di risposte giuste nel caso peggiore, nessun TheoryCoin ai nodi finti.
82Nascita dei TheoryCoinAl lancio non esiste nessun TheoryCoin: ognuno nasce da uno studio o da una replica confermati (decisioni 78, 79 e 81). Nessuno riceve una dotazione: né il progetto né chi ha lavorato prima, perché prima del PHS quel merito si inventa a poco prezzo. I primi TheoryCoin valgono di più, quindi chi verifica per primo è premiato di più; nel primo anno la moneta si diluisce mentre cresce, e l'app lo dice a chi versa in un fondo. Nelle simulazioni la conoscenza non dipende dalla dotazione (88–90% nel caso peggiore), mentre una dotazione di 5.000 lascerebbe a chi la riceve il 16–29% della moneta dopo due anni.
83Il protocollo del TheoryCoinCome le decisioni 77–82 diventano regole che ogni nodo calcola allo stesso modo dai dati pubblici.
  • Misure. Un dataset pubblicato con la sua teoria (decisione 71) è una misura; conta il suo esito, «effetto rilevante presente» o «nessun effetto rilevante», che ogni nodo ricalcola (decisione 69). La prima misura di una teoria nell'ordine causale (decisione 75) è lo studio; le altre sono repliche.
  • Conferma. Una misura è confermata da una misura della stessa teoria con lo stesso esito, pubblicata dopo averla vista, da un altro wallet e indipendente secondo la decisione 29: raccolta da altri, con un altro piano, senza unità in comune.
  • Voci nuove. «incassa» riscuote una misura confermata; «versa» porta TheoryCoin nel fondo di una teoria; «paga» li manda a un altro wallet; «testimonia» è la firma di un testimone su uno di questi movimenti.
  • Testimoni. Il merito di un wallet è il numero delle sue repliche confermate incassate nelle 26 settimane prima di quella del movimento. Un movimento è definitivo quando lo firmano testimoni con almeno due terzi del merito (decisione 80). Un testimone onesto firma un solo movimento per autore e numero, e solo se è valido: saldo sufficiente, conferma esistente e non già incassata, data entro 10 minuti dal suo orologio. Finché nessuno ha merito i movimenti valgono senza firme, e l'app lo dice.
  • Settimane. La settimana di un movimento è quella della data che porta (UTC, da lunedì); i testimoni la rendono affidabile. Quando una settimana si chiude, i suoi 250 TheoryCoin (decisione 79) vanno per il 20% agli incassi di studi e per l'80% agli incassi di repliche, in parti uguali; fino ad allora l'incasso è «in attesa della fine della settimana». A ogni incasso di una replica il fondo della teoria paga un quarto del suo saldo (decisione 81).
  • Saldi. I movimenti definitivi si applicano in ordine di data e d'impronta; un movimento che supera il saldo non vale. Al lancio tutti i saldi sono zero (decisione 82).
Il passaggio alla quantità costante e la spesa per usare il sistema arriveranno con il PHS e con il calcolo distribuito (tappa 18).
84Fragilità più rapidaPrecisa la 57 per il confronto tra due o più gruppi senza raggruppamento (tappa 18). Il calcolo di oggi rifà da capo l'intera procedura per ogni unità tolta, e cresce con il quadrato delle righe: 3,6 minuti su 2.000 unità, 13 minuti su 5.000. Il nuovo calcolo tiene le somme e le somme dei quadrati di ogni gruppo, aggiorna a mano quelle del gruppo da cui si toglie un'unità, e decide l'esito dagli estremi dei gradi di libertà di Welch e di Yuen lungo tutte le unità possibili; richiama il calcolo esatto di oggi solo quando il risultato è troppo vicino al confine della zona di rilevanza o il grado di libertà è troppo vicino a cambiare la quarta cifra. Le cifre restano identiche: confrontato su 600 dataset casuali, con gruppi, varianze e dimensioni diverse (backend/strumenti/confronto_fragilita.py), il risultato non cambia mai. Diventa 1 secondo su 2.000 unità, 1,6 secondi su 5.000. Corregge anche un difetto: un gruppo con tutti i valori uguali faceva fallire il calcolo (varianza nulla, rapporto infinito non formattabile); ora il motivo dice che la varianza è nulla.
85Calcolo in rete non ancoraPrecisa il piano della tappa 18. Il calcolo in rete, previsto dalla prima versione, non si introduce ora: con il calcolo locale resosi rapido (decisione 84), nessuna procedura di oggi richiede più di pochi secondi su un dataset reale (2.000 unità in circa 16 secondi, compreso il caricamento). Quando servirà, restano fissate da ora tre condizioni: in rete gira solo il codice di TheoryFlow, mai codice qualunque, perché non diventi estrazione di altre monete né esecuzione di codice malevolo; solo su dati pubblicati, mai su dataset locali non condivisi (decisione 71); chi riceve il calcolo ne rifà a caso una parte, come già succede tra nodi (decisione 62). La spesa per usare il sistema resta legata al PHS (decisione 79): prima del PHS la quantità emessa è fissa, quindi non serve una spesa.
86Dizionario ortografico di TheoryFlowPrecisa la 45. TheoryFlow costruisce un proprio dizionario, uguale in ogni edizione, da Morph-it! (Marco Baroni e Eros Zanchetta, Università di Bologna, versione 0.4.8): delle sue 505.074 forme flesse con lemma e categoria grammaticale (per esempio «guarirebbero · guarire · VER:cond+pres+3+p») restano le 400.771 che sono solo parole, tolti simboli e duplicati, sotto licenza CC BY-SA 2.0 e GPL. Il correttore lo usa sempre, non solo quando trova Hunspell sul sistema; Hunspell, se c'è, resta un filtro in più sulle proposte, ma non è più necessario per un correttore coerente. Distribuito sotto licenza CC BY-SA, come il modello (decisione 40): va citata la fonte e condivisa allo stesso modo ogni versione modificata del file. Chiude il punto aperto A9.

Requisiti annotati per le versioni successive

Punti aperti

Emersi scrivendo questa documentazione. Vanno chiusi prima o durante lo sviluppo.

N.DomandaPerché conta
A3Le riformulazioni dei teoremi negli articoli 26, 29, 30 e 31 sono corrette?Sono state scritte durante la revisione del 9 ottobre 2026 e non sono state verificate da un esperto: teorema del bound informato; assioma F4; teoremi 3.1, 3.3, 4.1, 5.3
A8Come si distribuisce il modello italiano di TheoryFlow?È sotto licenza CC BY-SA 4.0, che viene dai suoi dati: chi lo usa deve citarne le fonti e condividere allo stesso modo le versioni modificate. Va deciso se e come distribuirlo con le versioni community e business, e se far crescere i dati di addestramento con frasi annotate in proprio (per esempio quelle confermate nell'anteprima)
A10Il TheoryCoin rientra nel regolamento europeo MiCA?Non c'è un emittente né una dotazione (decisione 82), ma chi compra TheoryCoin con euro e i servizi di cambio potrebbero ricadere nel regolamento. Va chiesto a un esperto prima che i TheoryCoin si possano scambiare con denaro
A11Come si cambiano i TheoryCoin con Monero o con euro?I messaggi 4 e 24 prevedono token convertibili in Monero. Le simulazioni non modellano nessun cambio esterno: va deciso se TheoryFlow offre uno scambio, lo lascia ad altri o non lo prevede

Aggiornato il 12 ottobre 2026.